Me ne stavo in cucina e pensavo: «Sto bene», mentre lavavo due tazze, una delle quali non serviva più.
Volevo restare, quindi preparai la valigia; volevo essere visto, quindi spensi la luce.
L’amore è una ferita che parla. Riesco a essere felice senza motivo, contento del sasso che mi hai regalato.
Quando andai verso di te, sapevo che non ci saremmo mai posseduti. Ma in cuor mio lo sperai.
Ho comprato il pane che ti piace; com’è che si dice? Si chiude una porta, si apre un portone.
Mi sveglio e sono un altro; forse amare è permettere all’altro di essere un altro.
Allora l’anima si afferma negandosi, come il mare si afferma ritirandosi.
Non è una contraddizione da risolvere: è il modo in cui respiriamo.
Amare è dire: non sono tutto, e proprio per questo sono.
Perdere e restare. Negarsi ed esserci. Come l’amore, quando non chiede prove.
(A. Battantier, Memorie di un amore, Mip Lab, 9/26, Dorothy. Art by Stephen Stadif)
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