C'è chi costruisce la sua vita intorno ad un'altra persona. Alle volte va bene, alle volte meno. Per anni la casa resta in piedi, abitabile, con le finestre che danno su un giardino curato insieme.
Poi una mattina ti accorgi che la chiave gira con uno scatto diverso.
Il tempo non frana tutto in una notte. Lavora di cesello o, meglio, di carta abrasiva: leviga gli spigoli della paura, assottiglia la dipendenza fino a farci vedere attraverso.
La paura di cambiare è tenera superstizione, come credere che i giochi di una volta restino nel cassetto ad aspettarci. Invece i bambini crescono, e noi con loro.
Mi sono accorto una notte, per un lampione sfarfallante, di questo lieve disallineamento: la coppia è un orologio a due meccanismi che ogni tanto si guardano e scoprono di segnare minuti diversi. Non è un difetto di fabbrica.
Una coppia di merli qualche mese fa aveva costruito il nido sul cornicione. L’anno scorso il nido era altrove. Il merlo sembrava disorientato, per qualche giorno, poi ha ricominciato a portare rametti. Restando merlo.
Alle volte ci guardiamo ancora intorno con l’aria di chi non ha la minima idea di cosa stia facendo. Ma andiamo avanti continuando a fare.
Ciò che temi ti modella quanto ciò che ami, solo con uno stampo più ruvido.
Con gli anni sono diventato baldanzoso: non so quasi un cazzo ma mi lascio levigare, scompigliare, rifare dalla vita.
Tu non sei più pilastro portante ma punto cardinale. I punti cardinali servono a orientarsi, non a sostenere il soffitto.
Resterà questa casa? Non lo so.
Alle volte mi sono perso dentro casa ed ho scoperto stanze che non ricordavo. Scopro che le fondamenta sono meno rigide di quanto credessi, quasi elastiche, come un film visto tempo fa in cui le pareti di casa si modificavano.
L’amore si adatta alla pressione senza rompersi, oppure si rompe quando è il momento (ma lì andiamo nell'horror, chi si ricorda Alien?)
È strano restare dove si è sempre stati, e accorgersi che la porta è diventata finestra. Io ci ho messo una pianta grassa.
Alla fine la frana non è una catastrofe. È un aggiustarsi della pendenza. La vita non va sempre trattenuta, alle volte va guardata mentre si sposta. Di questi tempi è già tanto.
(A. Battantier, Memorie di un amore, Mip Lab, 7/26)
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