Qualche volta mi siedo a guardare mia nonna e mi sembra che viva in un altro tempo, un posto tutto suo dove io non riesco ad entrare.
È strano vederla confusa, fa male quando non ricorda il mio nome o ripete la stessa cosa dieci volte di fila.
Ho imparato che per avvicinarmi a lei serve bussare al suo cuore.
Quando entro nella sua stanza, invece di chiederle se sa chi sono, le dico semplicemente: "Sono io, ci sono".
Se lei pensa che mio nonno -che non c’è più- stia per tornare a casa, io annuisco e glielo lascio credere. Non serve smontare il suo mondo; la verità non è importante quanto la sua serenità.
A volte basta stringerle la mano in silenzio o far partire quella canzone che amava tanto, la canzone dei vecchi amanti.
Essere lì con lei, senza aspettarmi che sia la persona di prima, mi ha fatto capire una cosa grande: l'amore non chiede nulla in cambio, non cerca di aggiustare le persone.
L'amore resta accanto, a fare spazio alla fragilità e a dire, senza parole, che gli altri non sono mai soli.
(A. Battantier, Memorie di un adolescente, Memorie di un amore, Mip Lab, Vitto kii, 7/26)
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