Passa ai contenuti principali

LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE (Laboratorio ragazze/i 11/14 anni)

La violenza contro le donne è un problema che esiste da sempre, in tutte le culture e in tutte le epoche. 
È una forma di sopraffazione che si manifesta in forme diverse, dalla molestia allo stupro, dal mancato riconoscimento della parità di genere alla discriminazione attiva, dalla prevaricazione alla violenza psicologica e fisica, fino al femminicidio.

Perché la violenza contro le donne esiste?
C'è chi dice che sia un problema culturale, chi dice che sia un problema educativo, chi dice che sia un problema psicologico.

Il problema affonda le sue radici nel Patriarcato, cioè in quella forma di società in cui gli uomini sono considerati superiori alle donne.

Il Patriarcato è un sistema che promuove l'idea che gli uomini siano i capi, le donne siano subordinate.

Questo sistema si manifesta in molte forme diverse, nella famiglia, nella scuola, nel lavoro, nella società.

Per esempio, quando nella famiglia, i padri sono considerati i capi e le madri devono obbedire ai loro mariti.

A scuola, quando i maschi favoriti rispetto alle femmine.

Nel lavoro, quando le donne (spesso) sono sottopagate e discriminate.

Nella società, quando le donne sono rappresentate come oggetti sessuali o solo come madri e mogli.

Il Patriarcato promuove l'idea che le donne siano proprietà degli uomini.

Ecco perché gli uomini che commettono violenza contro le donne spesso giustificano le loro azioni dicendo che "la donna è mia", "la devo punire", "la devo controllare" "mi ha mancato di rispetto ", "se ne voleva andare", "mi voleva lasciare", "si era messa con un altro". 

La violenza contro le donne non è accettabile.

La violenza contro le donne è un crimine.

La violenza contro le donne è un'ingiustizia e come tale va combattuta.

Le ragazze possono fare la loro parte per combattere la violenza contro le donne.
Come?

Ecco alcuni suggerimenti:

Informatevi SEMPRE sulla violenza contro le donne.

Parlate con le vostre amiche, con i vostri genitori, con i vostri insegnanti della violenza contro le donne.

Non abbiate paura di denunciare OGNI violenza contro le donne.

Ricordiamoci che tutte le donne hanno il diritto di essere libere, di essere rispettate, di essere felici.

(A. Battantier, Memorie di un amore, MIPLab 2023)


#memoriediunamore
#miplab

Post popolari in questo blog

LEGGEREZZA

LEGGEREZZA. "Lascia che le cose accadano, e con leggerezza affrontale. Sabbie mobili cercano di risucchiarti nella paura. Cammina nella leggerezza, tesoro mio".

IL SIGNIFICATO

"Tu decidi qual è il significato della tua vita. La gente parla del significato della vita, ma ci sono tanti significati di vite diverse e tu devi decidere quale vuoi che sia il tuo". (J. Campbell)

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE. "Che poi è il problema mio. Io voglio tanto troppo e alla fine non ottengo nulla. Forse dovrei accontentarmi, ma non nel senso del rassegnato. Bu, non so. Forse quello che ho mi dovrebbe bastare per darmi la carica per andare avanti senza soffrire per quello che non ho. Insomma me sò incartato. Voglio dire, dovrei usare quello che ho per andare avanti, altrimenti resto sempre a mani vuote, con questo senso di lamentela e di tristezza che mi assale perché non ho le cose, perché non ho raggiunto me stesso. Ma me stesso eccolo, son io, son qua. Ho  problemi con il concetto di fallimento, perché tante volte mi sono trovato ad intraprendere dei percorsi. Per poi finire nei burroni del fancazzismo, nelle selve delle indecisioni perenni. Non mi ero mai chiesto però quanto dipendesse da me, e dalle mie posizioni iniziali, ovvero volere la luna senza neanche essere sceso dal letto. Vuoi qualcosa? Inizia a trovare le ciabatte, inizia a vestirti, in...

GLI UOMINI A MOTORE

Giovannino Perdigiorno era un grande viaggiatore: capitò nel paese degli uomini a motore. Al posto del cuore avevano un motorino che si spegne la sera e si accende il mattino. Al posto dei piedi avevano rotelle, le cinghie di trasmissione erano bretelle. Al posto del naso una trombetta, per chiedere la strada e correre più in fretta. Correvano tutto il giorno senza mai fermarsi: non avevano neanche il tempo di salutarsi.  Non scambiando mai parole né saluti, pian piano i poveretti diventarono muti. Facevano appena appena “brum brum” e “perepè”. E Giovannino disse: “Questo posto non fa per me”. (Gianni Rodari) *** È una storia su un paese strano, dove gli uomini hanno motori al posto del cuore e rotelle al posto dei piedi. Vivono correndo tutto il giorno senza mai fermarsi, senza nemmeno il tempo di salutarsi o parlare. Mi ha fatto pensare a quanto la nostra vita somiglia a quella degli uomini a motore. Viviamo in una società che corre sempre, che ci spinge a muoverci velocemente, a...