Passa ai contenuti principali

NON ERA UN VERO MURO (Il fratello di Gaza non ha più nulla da perdere, piccolo saggio sul Bullismo geopolitico)

Un altro piccolo bambino è morto, non accidentalmente, dopo essere stato crivellato di colpi. 

Cercava di nascondersi dietro ad in muro ma il muro era tutto bucato dai bombardamenti. 

Non era un vero muro ma lui non lo sapeva, pensava che il muro fosse ancora un muro.

Suo fratello si è sentito triste e impotente perché non poteva fare nulla per salvarlo. 

Suo fratello si è sentito molto triste e ha pianto di rabbia.

Altri fratelli pensano ad altre morti tristi e inaccettabili.

Dopo il funerale i fratelli hanno capito che la rabbia è un mostro che compare quando ti senti arrabbiato. 

Immagina di avere un amico e lui ti prende la tua terra  preferita senza chiedere mai permesso e non ti dà mai un bicchiere d'acqua, la luce e ti toglie pure la merenda. Questo ti fa sentire arrabbiato, questa è la rabbia.

La rabbia ti fa sentire come se volessi urlare o fare qualcosa di brutto. 

Ma sai, è normale la rabbia a volte quando senti che le cose non vanno come vorresti. 

La rabbia ti dice: "Qualcosa non va bene e adesso basta!". 

I fratelli dei bambini hanno capito che l'impotenza è quando ti senti che non puoi fare niente per cambiare quello che ti fa arrabbiare. 
Ti fa sentire triste ma poi, ancora più arrabbiato, specialmente quando non hai più nulla da perdere.

Eh sì perché il bullismo è una cosa brutta. È quando alcuni bambini più forti fanno del male ad un altro bambino. 

Dopo il funerale i fratelli hanno capito che la rabbia è un mostro che compare quando ti senti arrabbiato ma il bullismo è un mostro ancora più cattivo perché qualcuno fa del male a un altro bambino in modo ripetuto e intenzionale. Questo può far sentire il bambino preso di mira (letterale) triste, arrabbiato o spaventato, impotente, come se non potesse difendersi.

A volte, chi fa il bullo ha avuto un brutto giorno o problemi a casa tempo addietro ma è importante ricordare che il bullismo non è mai giustificato. 
Non è una buona soluzione per sentirsi meglio perché porta a un circolo vizioso di rabbia e dolore.

Dovremmo cercare di risolvere i problemi in modo diverso, parlando con gli adulti epperò sono proprio gli adulti i peggiori bulli, o forse sono solo molto distratti?

Ricordo, c'era un corso in una scuola, si diceva che il bullismo non è mai una buona cosa e che è importante parlare con gli adulti se qualcuno ti fa male o se vedi qualcuno vittima di bullismo.
Ma se gli adulti non fanno mai niente?

(A. Battantier, 2023. Art by Stephen Stadif)

#stephenstadif 
#memoriediunamore

Post popolari in questo blog

IL SIGNIFICATO

"Tu decidi qual è il significato della tua vita. La gente parla del significato della vita, ma ci sono tanti significati di vite diverse e tu devi decidere quale vuoi che sia il tuo". (J. Campbell)

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE. "Che poi è il problema mio. Io voglio tanto troppo e alla fine non ottengo nulla. Forse dovrei accontentarmi, ma non nel senso del rassegnato. Bu, non so. Forse quello che ho mi dovrebbe bastare per darmi la carica per andare avanti senza soffrire per quello che non ho. Insomma me sò incartato. Voglio dire, dovrei usare quello che ho per andare avanti, altrimenti resto sempre a mani vuote, con questo senso di lamentela e di tristezza che mi assale perché non ho le cose, perché non ho raggiunto me stesso. Ma me stesso eccolo, son io, son qua. Ho  problemi con il concetto di fallimento, perché tante volte mi sono trovato ad intraprendere dei percorsi. Per poi finire nei burroni del fancazzismo, nelle selve delle indecisioni perenni. Non mi ero mai chiesto però quanto dipendesse da me, e dalle mie posizioni iniziali, ovvero volere la luna senza neanche essere sceso dal letto. Vuoi qualcosa? Inizia a trovare le ciabatte, inizia a vestirti, in...

GLI UOMINI A MOTORE

Giovannino Perdigiorno era un grande viaggiatore: capitò nel paese degli uomini a motore. Al posto del cuore avevano un motorino che si spegne la sera e si accende il mattino. Al posto dei piedi avevano rotelle, le cinghie di trasmissione erano bretelle. Al posto del naso una trombetta, per chiedere la strada e correre più in fretta. Correvano tutto il giorno senza mai fermarsi: non avevano neanche il tempo di salutarsi.  Non scambiando mai parole né saluti, pian piano i poveretti diventarono muti. Facevano appena appena “brum brum” e “perepè”. E Giovannino disse: “Questo posto non fa per me”. (Gianni Rodari) *** È una storia su un paese strano, dove gli uomini hanno motori al posto del cuore e rotelle al posto dei piedi. Vivono correndo tutto il giorno senza mai fermarsi, senza nemmeno il tempo di salutarsi o parlare. Mi ha fatto pensare a quanto la nostra vita somiglia a quella degli uomini a motore. Viviamo in una società che corre sempre, che ci spinge a muoverci velocemente, a...

Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio

(Dedicato a mio padre e al papà di Antonio Leotti) Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti. Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc. Io un bel giorno lo trovai sulla panca del mio Consultorio, con la barba e quel suo essere ormai sperso e ...