Passa ai contenuti principali

LA GIORNATA DEI SINGLE (Dedicato a mio papà)

A scuola abbiamo scoperto che c'è pure la giornata nazionale dei single (11 novembre). Allora, io dedico questo tema a mio papà, che ha cercato di migliorare in tante cose. 
Dopo essere andato a vivere da solo, ha imparato a cucinare e a mettere in ordine la casa. 
Anche se a volte sembra un po' inesperto, penso che si sforzi tanto perché ora è un genitore single dopo la separazione da mamma.

A volte sembra un po' triste o solo, e io penso che ci sia una ragazza che gli piace, ma lui fa finta di niente. 
Non sempre sa dove portarmi, ma abbiamo inventato un gioco divertente: lui sceglie alcune cose, io ne scelgo altre, e poi cerchiamo di convincerci reciprocamente su cosa fare. È un modo divertente per capirci meglio, anche se a lui piacciono i musei e le mostre, e a me il cinema e lo shopping.

In passato non ci parlavamo tanto, invece adesso riusciamo a parlare meglio perché prima c'era sempre mamma, ed io parlavo sempre con mamma. Mamma litigava sempre con papà, e papà litigava sempre con mamma; insomma, era un disastro. Anche adesso litigano, ma almeno litigano a distanza, e secondo me litigano sempre per le stesse stupidaggini.

Per il mio compleanno, mio papà si è impegnato tantissimo per fare i ravioli. Io amo i ravioli, e lui ha studiato su internet come farli. Ehm... devo dire che erano tutti appiccicosi e mi si sono incollati dentro la bocca, però è stato bravo, e secondo me la prossima volta saranno più buoni.

(A. Battantier, Memorie di un'adolescente, 2023, Gaia S, 12 anni)

#miplab
#memoriediunadolescente

Post popolari in questo blog

IL SIGNIFICATO

"Tu decidi qual è il significato della tua vita. La gente parla del significato della vita, ma ci sono tanti significati di vite diverse e tu devi decidere quale vuoi che sia il tuo". (J. Campbell)

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE. "Che poi è il problema mio. Io voglio tanto troppo e alla fine non ottengo nulla. Forse dovrei accontentarmi, ma non nel senso del rassegnato. Bu, non so. Forse quello che ho mi dovrebbe bastare per darmi la carica per andare avanti senza soffrire per quello che non ho. Insomma me sò incartato. Voglio dire, dovrei usare quello che ho per andare avanti, altrimenti resto sempre a mani vuote, con questo senso di lamentela e di tristezza che mi assale perché non ho le cose, perché non ho raggiunto me stesso. Ma me stesso eccolo, son io, son qua. Ho  problemi con il concetto di fallimento, perché tante volte mi sono trovato ad intraprendere dei percorsi. Per poi finire nei burroni del fancazzismo, nelle selve delle indecisioni perenni. Non mi ero mai chiesto però quanto dipendesse da me, e dalle mie posizioni iniziali, ovvero volere la luna senza neanche essere sceso dal letto. Vuoi qualcosa? Inizia a trovare le ciabatte, inizia a vestirti, in...

GLI UOMINI A MOTORE

Giovannino Perdigiorno era un grande viaggiatore: capitò nel paese degli uomini a motore. Al posto del cuore avevano un motorino che si spegne la sera e si accende il mattino. Al posto dei piedi avevano rotelle, le cinghie di trasmissione erano bretelle. Al posto del naso una trombetta, per chiedere la strada e correre più in fretta. Correvano tutto il giorno senza mai fermarsi: non avevano neanche il tempo di salutarsi.  Non scambiando mai parole né saluti, pian piano i poveretti diventarono muti. Facevano appena appena “brum brum” e “perepè”. E Giovannino disse: “Questo posto non fa per me”. (Gianni Rodari) *** È una storia su un paese strano, dove gli uomini hanno motori al posto del cuore e rotelle al posto dei piedi. Vivono correndo tutto il giorno senza mai fermarsi, senza nemmeno il tempo di salutarsi o parlare. Mi ha fatto pensare a quanto la nostra vita somiglia a quella degli uomini a motore. Viviamo in una società che corre sempre, che ci spinge a muoverci velocemente, a...

Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio

(Dedicato a mio padre e al papà di Antonio Leotti) Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti. Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc. Io un bel giorno lo trovai sulla panca del mio Consultorio, con la barba e quel suo essere ormai sperso e ...