Passa ai contenuti principali

EGOISMO E SANO EGOISMO

Pensare a noi stessi non è necessariamente un atto di mancanza verso gli altri. Ognuno ha bisogni, desideri e sentimenti che meritano di essere valorizzati.
Tante volte avrei voluto urlare: 
"Ehi, ci sono anch'io!".
Restava l'amarezza di non riuscire a rispettare me stessa e la mia dignità.
Per essere in grado di sostenere gli altri  dobbiamo prenderci cura di noi stessi.
Come può esserci un equilibrio nelle relazioni se non ci sentiamo appagati o soddisfatti? 
Le nostre esigenze e priorità possono mutare nel tempo, l'inconscio spinge per essere ascoltato, inutile fare finta di niente, tanto prima o poi ti presenta il conto.
La mia spensieratalezza deriva da una nuova consapevolezza:
Non si può essere costantemente a disposizione degli altri, ecco perché avevo un così grande malessere interno. 
Saper dire:
"Non vado più bene agli altri e me ne farò una ragione" è un atto di coraggio. 
Non possiamo soddisfare tutti e non dovremmo sentirne l'obbligo costante.
Trovare l'equilibrio tra il soddisfare i nostri bisogni e le richieste degli altri richiede reciprocità. 
È un allineamento tra la cura di sé e la cura degli altri. Quando cediamo troppo ci sentiamo insoddisfatti e rischiamo di perdere il senso di chi siamo. 
Non sono diventata stronza.
È che è importante riconoscere quando gli altri cercano di approfittarsi di noi e avere il coraggio di dire "basta". 

(A. Battantier, Memorie di un amore, 2023, Frappa, 32 anni)

#memoriediunamore 
#modelloidealedipersona 

Post popolari in questo blog

LEGGEREZZA

LEGGEREZZA. "Lascia che le cose accadano, e con leggerezza affrontale. Sabbie mobili cercano di risucchiarti nella paura. Cammina nella leggerezza, tesoro mio".

IL SIGNIFICATO

"Tu decidi qual è il significato della tua vita. La gente parla del significato della vita, ma ci sono tanti significati di vite diverse e tu devi decidere quale vuoi che sia il tuo". (J. Campbell)

GLI UOMINI A MOTORE

Giovannino Perdigiorno era un grande viaggiatore: capitò nel paese degli uomini a motore. Al posto del cuore avevano un motorino che si spegne la sera e si accende il mattino. Al posto dei piedi avevano rotelle, le cinghie di trasmissione erano bretelle. Al posto del naso una trombetta, per chiedere la strada e correre più in fretta. Correvano tutto il giorno senza mai fermarsi: non avevano neanche il tempo di salutarsi.  Non scambiando mai parole né saluti, pian piano i poveretti diventarono muti. Facevano appena appena “brum brum” e “perepè”. E Giovannino disse: “Questo posto non fa per me”. (Gianni Rodari) *** È una storia su un paese strano, dove gli uomini hanno motori al posto del cuore e rotelle al posto dei piedi. Vivono correndo tutto il giorno senza mai fermarsi, senza nemmeno il tempo di salutarsi o parlare. Mi ha fatto pensare a quanto la nostra vita somiglia a quella degli uomini a motore. Viviamo in una società che corre sempre, che ci spinge a muoverci velocemente, a...

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE

CHI TROPPO MOLTO NULLA NIENTE. "Che poi è il problema mio. Io voglio tanto troppo e alla fine non ottengo nulla. Forse dovrei accontentarmi, ma non nel senso del rassegnato. Bu, non so. Forse quello che ho mi dovrebbe bastare per darmi la carica per andare avanti senza soffrire per quello che non ho. Insomma me sò incartato. Voglio dire, dovrei usare quello che ho per andare avanti, altrimenti resto sempre a mani vuote, con questo senso di lamentela e di tristezza che mi assale perché non ho le cose, perché non ho raggiunto me stesso. Ma me stesso eccolo, son io, son qua. Ho  problemi con il concetto di fallimento, perché tante volte mi sono trovato ad intraprendere dei percorsi. Per poi finire nei burroni del fancazzismo, nelle selve delle indecisioni perenni. Non mi ero mai chiesto però quanto dipendesse da me, e dalle mie posizioni iniziali, ovvero volere la luna senza neanche essere sceso dal letto. Vuoi qualcosa? Inizia a trovare le ciabatte, inizia a vestirti, in...